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LA MANIPOLAZIONE ED I CONDIZIONAMENTI ATTRAVERSO I MEDIA - FAKE NEWS E FABBRICA DEL CONSENSO


La manipolazione ed i condizionamenti attraverso i media sono sempre più presenti nella nostra vita quotidiana tanto che negli ultimi anni dobbiamo anche difenderci dalle Fake News e dai possibili errori di interpretazione che ne possono derivare, oltre che dalla emergenza di una disinformazione pilotata.

 

L’emergenza fake news è un fenomeno recente che può avere come obiettivo quello di distrarre le masse da altri problemi ben più stringenti.

 

Sono molto spesso adottate dal sistema di potere, dalla politica, dagli spin doctors dal Marketing, per controllare, indirizzare e manipolare l’opinione pubblica in una certa direzione, per indirizzare il consenso, ma anche etichettare ed individuare tutti coloro che vengono considerati “pericolosi” per il sistema creando per questi una macchina del fango che li possa screditare agli occhi delle masse.



Questi ragionamenti mettono in evidenza di come si siano evolute le tecniche del controllo sociale nel corso degli anni.

Già nel 1928, il padre della scienza delle Pubbliche Relazioni Edward Bernays, scrisse nel saggio Propaganda “Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare”

Ammettendo quindi che esiste un potere invisibile che dirige le opinioni e le abitudini delle masse in tutti i sistemi democratici. Una vera e propria manipolazione occulta.

Questa sofisticata arte del controllo utilizza i sistemi di comunicazione di massa, ed oggi i social media come punto di forza.

Tutti noi siamo convinti di scegliere liberamente ma in realtà siamo continuamente plasmati ed indirizzati da ciò che il potere ha già messo a disposizone.

E’ ovvio pertanto che “chi controlla le menti controlla il potere” e la forza dell’immaginario collettivo diventa così fonte di ispirazione per ogni singolo individuo.

Si entra così nella coscienza più intima delle persone, nelle proprie menti, facendo leva sulle emozioni, sui bisogni, ottenendo così più facile consenso rispetto alla repressione e ai metodi coercitivi

 

Nel corso del tempo il meccanismo del controllo sociale si è traformato nella Scienza delle Pubbliche Relazioni ovvero nella “scienza della manipolazione” in grado di influenzare comportamenti e modi di essere, a volte senza nemmeno dover fare uso della coercizione fisica.


Su tali argomenti già nel 1932 Aldous Huxley nel suo libro “Il mondo nuovo” evidenzia come i potenti avessero capito che per controllare le masse fosse necessario agire su quella sorta di necessità insaziabile di distrazioni, plasmando così facilmente il loro immaginario.

 

Il libro anticipa temi quali lo sviluppo delle tecnologie della riproduzione ed il controllo sociale, usati per forgiare un nuovo modello di società tratteggiando una anti utopia in cui l'uomo vive in un drammatico limbo esistenziale.

 

Con tali strategie il popolo viene visto dai governanti come un soggetto minorenne, incapace, che va accompagnato, e persino manipolato, per fornire il proprio consenso. Da sempre infatti il potere, in tutte le sue forme, non è mai stato interessato a “emancipare” l’uomo o a renderlo “adulto”, quanto casomai a controllarlo sempre meglio. Quando questo non dovesse bastare entra in campo la coercizione.

 

I media, la politica e lo spettacolo in generale stabiliscono le linee guida imposte dall’alto per informare l’opinione pubblica secondo linee guida e tecniche specifiche, quella che viene di fatto chiamata la “fabbrica del consenso” già individuata da Chomsky.

D’altro canto se così non fosse che significato avrebbero le parole di un vecchio esponente politico della nostra prima repubblica “IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA”… Anche se la frase non è sua, bensì, sentenziano gli storici, del celebre politico e diplomatico francese del Settecento, Charles Maurice de Tayllerand.